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La terapia somatopsichica.
(ideata dal prof. Falasca)


Analizzando i risultati ottenuti dalla somministrazione ortodossa delle terapie cognitive–comportamentali, ho potuto osservare che il punto debole di questa impostazione è legato alla mancanza di un corretto sistema per l’insegnamento del rilassamento che, oltre ad avere una base fondamentale di partenza, dovrebbe prevedere una personalizzazione per ogni singolo caso.

Analizzando i risultati relativi le mie ricerche sulla somministrazione di una terapia cognitivo–comportamentale, per un periodo di trattamento costituito da 15 – 30 sedute condotte su di un gruppo di 24 persone di entrambi i sessi, di età compresa tra i 35 e i 55 anni, tutti sofferenti di depressione da più di 1 anno, si osserva che:

  • nel 15% dei casi vi sono stati miglioramenti apprezzabili;
  • nel 25% dei casi i miglioramenti sono stati appena accettabili;
  • nel numero restante dei casi i miglioramenti sono stati nulli o non soddisfacenti;

L’insoddisfazione per questi risultati mi ha spinto ad integrare questa terapia, prima di tutto attraverso l’ideazione di un valido sistema di rilassamento che sostituisse l’azione svolta dagli psicofarmaci colpevoli secondo me, di impedire al paziente l’elaborazione della necessaria motivazione alla terapia. Ho integrato quindi la Terapia cognitivo-comportamentale con la mia Terapia Somatopsichica che ne è un completamento, pur assumendo, nel suo ambito di competenza, le caratteristiche di una vera e propria terapia a sé stante.

La mia Terapia Somatopsichica insegna l’uso dell’autocontrollo, che avviene successivamente all’apprendimento delle appropriate tecniche di percezione psicocorporea, attraverso le quali si raggiunge il vero rilassamento, inteso come assenza di tensione.

Rileva i blocchi emotivi, modifica la respirazione, individua e rilassa le parti contratte, migliora la capacità di autocontrollo, realizza un grado di tensione ottimale e così, ad esempio, diminuisce l’intensità dei riflessi rotulari fino a sopprimerli, attenua notevolmente la corrente elettrica prodotta dal lavoro muscolare, dilata i vasi provocando un aumento della temperatura della pelle e degli scambi calorici con l’esterno, aumenta la temperatura cutanea a livello delle dita di circa due gradi e quella interna di 1/3 di grado, aumenta il volume e il peso degli arti perché, di conseguenza, è aumentato anche il volume di vene e capillari: in soggetti ipertesi si rileva una diminuzione della tensione arteriosa del 10/20% nei soggetti tachicardici si assiste ad una notevole diminuzione del ritmo cardiaco.


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